Scarp Aprile
Storia di Sarah, scout musulmana

Sarah, capo scout musulmana: «Il Profeta amava la vita all’aperto».

Il velo sui capelli, i pantaloni lunghi, i giochi separati tra maschi e femmine. A parte questo, tutto il resto è puro “scout”. E anche i bimbi musulmani scoprono l’emozione di diventare Lupetti e sondare boschi e montagne e soprattutto se stessi. A fondare il gruppo Asmi (Associazione scout musulmani italiani) c’è anche lei, Sarah, 26 anni, studentessa dell’ultimo anno di Farmacia all’Università degli Studi di Milano. È nata da genitori egiziani arrivati a Milano nei primi anni ottanta, il padre titolare di una piccola impresa di pulizie, la mamma architetto casalinga. È la maggiore di cinque figli e ha fatto l’asilo, le elementari, le medie, le superiori e ora l’Università a Milano, parla perfettamente arabo, è musulmana, è milanese. «L’Islam combacia con il movimento scout – racconta – anzi, si può proprio dire che lo scoutismo sia Islam perché il Profeta Mohammed viveva anche lui una vita da scout: per diffondere il messaggio dell’Islam viaggiava e faceva una vita all’aperto, pregando, condividendo, aiutando il prossimo».

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