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I fiori di Lina, la bellezza della tradizione

Per far conoscere i primi fiori e bouquet realizzati da Lina, Nadia e Bertilla hanno organizzato una festa e lo scorso gennaio, all’Epifania è nata una bella cena per le persone sole con l’idea di far loro compagnia. Anche Lina ha partecipato, con i suoi prodotti e li ha venduti tutti

di Cristina Salviati

Su uno scatolone tanti rotoli di carta crespa colorata che, con le mani armate di forbici, vengono tagliati in striscioline. Poi le mani lavorano la carta crespa dando forma ai fiori: margherite, calle, crocchi dagli svariati colori con il gambo in fil di ferro. Comincia così la vita di un fiore di carta per poi passare ad altre mani esperte per essere confezionati. “I fiori di Lina” è un progetto di Nadia e Bertilla, due volontarie di S. Vito di Leguzzano in diocesi di Vicenza, e la loro idea è quella di aiutare l’inclusione di una donna sinta, Lina appunto. Lei si era dimenticata di questa sua abilità, ma un giorno, mentre chiacchierava con Nadia e Bertilla le è capitata in mano una carta di caramella. «Da come maneggiava la cartina – racconta Nadia – ho capito subito che aveva abilità manuali, ho provato a fare delle domande, ma non riuscivo a farmi un’idea di quello che Lina sapeva fare. Così le ho dato 5 euro e le ho detto di comprare il materiale necessario».

Ho imparato da mio padre
«Ho imparato molto presto a lavorare la carta per confezionare fiori – racconta Lina –. Era mio padre a insegnarmi e mi piaceva molto questa attività. Poi però, crescendo, ho smesso per dedicarmi al marito e ai figli». Sono state Nadia e Bertilla a rispolverare la bravura di Lina, e da quel giorno tutte e tre sono alla ricerca di un mercato possibile per le creazioni di carta. Intanto Lina ha lasciato la roulotte e oggi abita con la figlia in un appartamento della parrocchia di S. Vito: piano piano si sta facendo conoscere meglio in paese, mettendo a frutto le sue abilità, le sue capacità e la sua simpatia. «Per vendere i primi fiori e bouquet realizzati – continua Nadia – abbiamo organizzato una festa e lo scorso gennaio, all’Epifania è nata una bella cena per le persone sole con l’idea di far loro compagnia». Anche Lina ha partecipato, con i suoi fiori di carta e li ha venduti tutti. «Sono andati a ruba, ma non è finita qui. Dopo cena si è suonato e ballato – racconta ancora Nadia – e Lina si è fatta notare anche come ballerina. Èbravissima a danzare e uno dei volontari non la smetteva di farla volteggiare per la stanza, capelli e sottane al vento». Era così bello vederla allegra e spensierata, sciolta nei passi di danza e dimentica delle differenze, Nadia e Bertilla le hanno dedicato un intero servizio fotografico che mostrano con orgoglio a chi si interessa di questa storia. «È un altro biglietto da visita questo – spiega Nadia – non più una donna sinta da tenere distante, ma una persona con una cultura e con conoscenze che ci possono stupire». E infatti in paese c’è chi si è trovato ad ammettere di aver coltivato pregiudizi verso Lina, ma poi, conoscendola di persona ha dovuto cambiare idea. «Si tratta ora – concludono Nadia e Bertilla – di trovare la via per vendere le creazioni di Lina proponendole come alternativa solidale per festeggiare compleanni, anniversari ma anche per addobbare chiese e sale da matrimonio».