Scarp Novembre
Gianluca il vignaiolo più social d’Italia

I social network mi permettono di avere un contatto diretto con il consumatore del mio vino. Perché è lui il pezzo importante della mia azienda, è su di lui che posso e devo investire. Ci vuole molto più tempo e pazienza rispetto ai canali tradizionali ma è una strategia che funziona: dai qui arriva il 60% del fatturato.

di Marta Zanella

Questa storia inizia nel 1900, anno tondo tondo. E inizia con una lei, Margherita, che veniva chiamata con il diminutivo in dialetto piemontese Garitina. Una donna che ha dato il nome e ilvia a un’azienda vinicola che oggi è alla quarta generazione. Lui, un omone decisamente imponente – ma anche un po’ giocherellone –, incomincia sempre il suo racconto da lei, indicandone il ritratto sul muro della sala dove fa assaggiare i suoi vini. Margherita era la bisnonna di Gianluca Morino, vignaiolo appassionato proprietario di Cascina Garitina, a Castel Boglione, pochi chilometri da Nizza Monferrato. Margherita rimase vedova durante le prima guerra mondiale, e fu allora che la casa e l’azienda presero il suo nome. Dopo di lei vennero il figlio Giovanni, il nipote Pasquale, papà di Gianluca, e ora lui. Gianluca, da parte sua, il vino l’ha sempre avuto nel sangue: nato durante i giorni della vendemmia, a cinque anni iniziò a dichiarare che da grande avrebbe voluto “fare il vino”. Non ha mai cambiato idea. Dopo gli studi superiori alla Scuola enologica di Alba prese la specializzazione in viticoltura e enologia e fece il tirocinio in una grande cantina della zona. Nell’azienda di famiglia iniziò a lavorare appena tornato dal servizio militare e poco dopo suo padre fece un passo indietro e gli lasciò il timone. È allora che inizia la sua prima grande battaglia: quella per far riconoscere la denominazione docg alla Barbera d’Asti superiore Nizza, dal 2014, semplicemente “Nizza”: un vino che si produce solo qui, nei 18 comuni del Monferrato attraversati dal Rio Nizza.


La scelta dei social

Qualcosa di cui Morino va molto fiero, su cui ormai sta concentrando la maggior parte della propria produzione (l’80% dei suoi 26 ettari di vigne sono piantati a barbera), e su cui è impegnato in una enorme e molto social campagna di informazione e promozione. E quella per i social network è l’altra sua grande passione, al punto da essere stato definito il vignaiolo più social d’Italia. Morino è attivissimo su quasi tutte le piattaforme social, e i numeri fanno impressione: ha superato i 10 mila follower sulla sua pagina facebook, ne ha altrettanti su twitter e su instagram, su cui ha appena aperto un secondo profilo, e intanto sta pensando di sbarcare anche su youtube. «Per me è una opportunità per cercare di costruire e far emergere un’azienda, più moderna e costruita in modo diverso. È una strada alternativa ai canali classici di vendita del vino, i social network mi permettono di avere un contatto diretto con il consumatore del mio vino. Perché è lui il pezzo importante della mia azienda, è su di lui che posso e devo investire – è la sua visione. – È chiaro che ci vuole molto più tempo e pazienza: se io comunico, ad esempio, con il mio distributore in Svizzera parlo con uno, se lo faccio con chi poi compra e beve il mio vino devo farlo con cento persone, e tutti e cento fanno una domanda e a tutti voglio dare una risposta». Una strategia che funziona anche economicamente, però, se è vero che più del 60% del suo fatturato del 2016 arriva da contatti generati, curati e cresciuti sui social. «Ho creato relazioni con un importatore da New York tramite twitter, con la Norvegia tramite instagram, con l’Estonia da facebook, per fare solo qualche esempio. Capita anche che mi seguano dei privati che poi vanno a chiedere al proprio distributore di procurargli i miei vini. Ma non mi hanno solo seguito: mi hanno fatto domande, ho risposto loro, c’è stato uno scambio. In pratica, mi conoscono». Quello che lui fa è una vera e propria informazione: è stato molto attivo in una campagna contro l’uso dei diserbanti in vigna, tracciabile con l’hashtag #nogliphosate, e da questa estate ha lanciato il progetto #vitadaviticoltore. «Faccio informazione diretta e quotidiana della vita di un agricoltore in vigna. È il mio modo per spiegare e raccontare com’è la vita reale di chi fa questo mestiere». E quello che vorrebbe, in futuro, è che dall’incontro virtuale le persone passassero a quello reale: «vorrei portare le persone che mi seguono sui social qui, fisicamente: a provare i vini in cantina, a vedere le mie vigne, a comprare qui – conclude –. Credo che questo sia il futuro per le aziende piccole come la mia: valorizzare il rapporto diretto con i consumatori, portarli in cantina, per essere meno schiavi degli intermediari».

 
 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>