Scarp Marzo – The Big Issue
il giornale di strada è un marchio globale

Venduto da homeless e persone in difficoltà, è un brand ormai consolidato in tanti paesi. Lo scorso anno ha distribuito oltre 5 milioni di sterline ai suoi lavoratori britannici

di Stefano Lampertico

“Sorridi, guarda le persone negli occhi, parla con un tono di voce alto, che possano ascoltarti bene. E poi, ordinato nell’aspetto, lavora sempre nelle stesse ore del giorno e prendi la vita in maniera positiva”. La ricetta per il buon venditore è tutta qui. E funziona, stando ai numeri. The Big Issue (“La grande questione”) è la più importante rivista della strada al mondo: nel Regno Unito vende più di 100 mila copie a setimana. Siamo stati nella sede londinese di Vauxhall, il centro di distribuzione più importante di Londra. L’accoglienza è affidata a una ragazza di origine italiane, Nadia Manganello, team leader per Londra e il South East. A lei fanno capo venditori e distributori della rivista. Qui, poco lontano dal centro della metropoli, c’è il cuore della rivista. Uno spazio per i giornalisti, ma soprattutto il materiale per i venditori: la mappa con i centri di distribuzione, le buone regole per vendere il giornale, le pettorine rosse. C’è anche uno spazio per l’accoglienza. È qui che i venditori del giornale, per lo più homeless, disoccupati, persone in difficoltà, acquistano le copie del giornale, che poi rivenderanno. Acquistano la copia a una 1 sterlina 25 pence, la metà del prezzo di copertina. E la rivendono a 2,50 sterline. Un meccanismo consolidato, simile a molti giornali di strada nel mondo. Qui però i numeri sono davvero importanti. Nel 2013 The Big Issue ha lasciato nelle tasche dei propri venditori oltre 5 milioni di sterline. Reddito, capacità di reinserimento sociale e alternativa all’elemosina. Su questi presupposti, la rivista era stata pensata nel 1991 da Gordon Roddick e John Bird. Come risposta concreta alla povertà crescente. In 23 anni The Big Issue è diventato un brand conosciuto e apprezzato nel Regno Unito e anche negli altri paesi in cui è distribuito. Da Johannesburg a Tokyo, da Sidney ad Addis Abeba. E ha ispirato nel contempo una serie innumerevoli di altri giornali di strada, Scarp tra questi, oggi realtà consolidate di informazione indipendente. Quella che gli inglesi chiamano la self-help revolution.