Scarp Maggio
Nutriamo il pianeta

La presenza di Caritas a Expo Milano 2015 intende ribadire la centralità dell’essere umano come attore dei processi di nutrizione e alimentazione.

di Ettore Sutti

Quello dello spreco, delle eccedenze di produzione alimentare e del conseguente inutilizzo è uno dei temi con i quali bisogna fare i conti se si vuole affrontare in modo serio la questione della fame che ancora colpisce centinaia di milioni di esseri umani. «Per noi “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” –spiega Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis –, significa rimettere al centro l’essere umano nella sua globalità come attore dei processi di nutrizione e alimentazione. Per citare un passaggio del discorso di papa Francesco per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 maggio 2013, “la fame è la tragica condizione nella quale vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini: questo è uno scandalo in un’epoca in cui la globalizzazione permette di conoscere le situazioni di bisogno nel mondo e di moltiplicare gli scambi e i rapporti umani”. Dio ha affidato la custodia della terra e la preservazione dei suoi frutti a tutti gli esseri umani, gratuitamente, e il nostro compito come Caritas è di farci carico di questo “mandato” denunciando le situazioni in cui non tutti possono godere dell’abbondanza dei frutti del Creato. Quando ci accingiamo a scoprire o riscoprire Caritas e gli obiettivi di questa sua presenza in Expo, vorrei che tutti tenessero sempre a mente che dietro ai suoi aspetti più tecnici e dietro ai numeri, c’è sempre il volto di una persona in situazione di bisogno, che per noi rimanda alla persona di Gesù.

Parola d’ordine: condividere
Il padiglione della Caritas ad Expo Milano 2015, che si svilupperà su circa 800 metri quadri e ribattezzato l’Edicola, è collocato lungo l’arteria principale del sito espositivo, il decumano. Lo spazio, pensato dallo studio di architettura Piuarch, e realizzato insieme a Caritas Internationalis e Caritas Italiana è un luogo interattivo ed esperienziale situato all’inizio del decumano per promuovere a livello universale un messaggio ‘ponte’ tra la missione dell’organizzazione – portare aiuto, assistenza e sostegno ai poveri, promuovendo la pace e la giustizia sociale nel mondo – e il tema dell’Esposizione. All’interno dello spazio dell’edicola si snoda un percorso definito “dalla conoscenza alla partecipazione”: un’esperienza interattiva e multimediale sul significato profondo del tema divisa in cinque tappe, attraverso le quali il visitatore ascolta, vede, partecipa, si emoziona, comprende che la divisione-condivisione è un’opportunità possibile e auspicabile per cambiare e far cambiare.

Le tappe del percorso
LA CONOSCENZA – Nella prima tappa Caritas accoglie e si presenta, in modo immediato racconta oltre 60 anni di vicinanza agli ultimi, il suo approccio all’ascolto e all’azione: questo è il momento della conoscenza.

L’EMOZIONE – L’installazione “Energia” del 1973, dell’artista Wolf Vostell, vede una Cadillac, simbolo di un consumismo sconsiderato, cinta di pane avvolto in giornali, bisogno primario, correttivo e medicamento per ricostruire l’equilibrio interiore. L’umanesimo di Vostell lancia un messaggio politico e sociale di valenza planetaria.

LA VISIONE – La terza tappa è il momento della visione Caritas. In uno spazio buio, intimo, raccolto si illuminano e si spengono parole legate all’accumulo e ai bisogni primari, alla giustizia e ai conflitti.

LA CONDIVISIONE – Torniamo alla luce nella quarta tappa, il momento della speranza e della condivisione, qui, nella sala alle spalle dell’opera di Vostell si da voce a tutte le volte che “Dividere per moltiplicare” acquista un’evidenza.

LA PARTECIPAZIONE – L’ospite è invitato a lasciare un breve videomessaggio che racconti una sua esperienza di condivisione. Nasce così un collage di racconti in tutte le lingue del mondo, un vettore di cambiamento carico di un’energia speciale, quella che nasce dall’amore e dalla carità umana che chiunque, se lo sceglie, può testimoniare.