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Spazio d’angolo, non solo una mensa

I locali della mensa – spiega il responsabile dell’animazione Caritas torinese, Ivan Andreis – saranno presto un luogo di attrazione e sviluppo di iniziative, che coinvolgeranno organizzazioni religiose e laiche e soprattutto le scuole della città.

di Vito Sciacca

Soggetti diversi, che a vario titolo lavorano con le persone senza dimora, avviano una collaborazione per creare un servizio ancora inesistente in città (una mensa serale sempre aperta), attorno al quale sviluppare una “palestra” di volontariato per formare soprattutto i giovani alla solidarietà, lavorando su tematiche quali il diritto al cibo e alla casa. Su queste basi è stato inaugurato nel maggio scorso a Torino lo Spazio d’angolo che, secondo le intenzioni dei promotori vuole diventare «un luogo d’aggregazione e di scambio, in cui sviluppare pratiche di autosostenibilità e valorizzare le reti sociali territoriali, progettando insieme e contribuendo all’idea di “quartiere come risorsa”». Dato che un simile obiettivo deve poggiare su basi concrete, si è scelto di partire da un’esigenza reale espressa dalle persone senza dimora che vivono in città: si offre così un ristoro preserale (dalle 17 alle 19) tutti i giorni dell’anno, grazie al contributo di una cinquantina di volontari che si alternano durante la settimana. Le persone che possono usufruire del servizio, attualmente 20-30 ma dal prossimo settembre s’intende portarle a 40, sono individuate ed inviate dal Tavolo diocesano per senza dimora coordinato da Caritas, che in collaborazione con la cooperativa sociale Gruppo Arco ha realizzato nei mesi scorsi alcuni incontri formativi per riflettere con i volontari sul senso del servizio e della relazione con le persone in difficoltà e per condividere dati ed esperienze del territorio piemontese.

Risposta a esigenze reali
La nascita del progetto risale a un incontro tra l’arcivescovo Cesare Nosiglia e le persone senza dimora in occasione del Natale 2012, quando venne portata all’attenzione la scarsità di luoghi di refezione che operassero in orari serali. L’Arcivescovo accolse l’invito dando mandato alla Caritas Diocesana, in accordo con il Tavolo diocesano per senza dimora che raduna i principali soggetti cittadini impegnati sul tema, di trovare una soluzione. Nacque così nel 2013 la “merenda sinoira” (dall’espressione piemontese che identifica una merenda sostanziosa sostitutiva della cena), ristoro preserale caratterizzato dalla “qualità del servire” (molto apprezzata dagli ospiti) aperto nei giorni feriali per una trentina di persone. Nel 2014, poi, la comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane ha avanzato a Caritas la proposta di espandere l’iniziativa, mettendo a disposizione un locale (in via Capriolo 14b) per dare maggiore espansione all’iniziativa. Si è così costituito un gruppo di progetto in merito alle questioni di ristrutturazione, costituito da Fratelli delle Scuole Cristiane, cooperativa sociale Gruppo Arco (che da tempo gestisce azioni di reinserimento per persone in difficoltà proprio in locali attigui a quelli di Spazio d’angolo), Associazione Maria Madre della Provvidenza (attiva nel reperimento cibo e nella gestione di una mensa festiva) e Caritas Diocesana. La ristrutturazione dei locali, finanziata con il contributo della Fondazione CRT e della Compagnia di San Paolo, è iniziata nell’ottobre 2014 e il servizio è stato avviato alla fine di marzo di quest’anno.

Non solo una mensa
Con l’apertura di questo servizio si vuole anche creare un’opportunità di sperimentazione per i volontari, che possono poi condividere e realizzare a loro volta iniziative simili. Spazio d’angolo, quindi, non è solo una mensa quanto piuttosto uno stimolo per persone e comunità. «I locali della mensa – spiega il responsabile dell’animazione Caritas torinese, Ivan Andreis –saranno presto un luogo di attrazione e sviluppo di iniziative, che coinvolgeranno organizzazioni religiose e laiche e soprattutto le scuole. Oltre alla presenza di alcuni studenti che prestano volontariato, è in fase di preparazione la performance “Il pane di tutti i giorni” (ispirata al testo di Cosetta Zanotti Il pane di ogni giorno – Cinque storie da mangiare, ed. Città nuova 2015), rappresentazione che verrà allestita nelle scuole descrivendo la storia dei principali alimenti fondamentali nelle varie culture del mondo: oltre ad educare ai valori del cibo e della solidarietà servirà a finanziare la mensa stessa». Altri progetti di prossimo avvio nello Spazio d’angolo sono un laboratorio di cucito per donne straniere e le attività di un Gac (Gruppo di acquisto collettivo), nato in collaborazione con il territorio e il Movimento Consumatori, in cui i ragazzi disabili del centro diurno gestito dal Gruppo Arco e dalla cooperativa Esserci si occupano di smistare e consegnare prodotti alimentari a filiera corta, con il supporto degli educatori, tramite la piattaforma www.sostenibile. com/gac/mc.