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La Candelaria: arte di strada

Dopo aver speso milioni di pesos per ripulire gli antichi muri coloniali, sono stati emessi bandi per decorare la città. Si tratta di un’opportunità di lavoro offrendo un importante vetrina per i migliori progetti, ma anche un modo di censurare ogni eventuale messaggio politico

di Michele Pasquale

Una soleggiata mattinata nel quartiere storico di Bogotá, El Barrio de La Candelaria, è una buona occasione per scoprire le storie che si celano dietro l’arte di strada che colora la capitale colombiana. Si parte da Plaza de los Periodistas, sormontata dalla statua del “Libertador” Simón Bolívar, simbolo di libertà d’espressione e capacità oratoria: tematiche delicate e attuali che riguardano anche queste innovative forme artistiche. Rey Garcia, leader dell’associazione “Culture Shock Colombia”, gestisce il popolare progetto “Bogotà Graffiti Tour” accompagnando ogni giorno gruppi di 20-25 persone per le vie cittadine dirigendo l’attenzione sulle opere più importanti ma soprattutto i particolari che solo un occhio esperto può conoscere. Il tour comincia qui, in questo complesso contesto sociale popolato da migliaia di senzatetto, tossicodipendenti, cani randagi e vagabondi, ma anche famiglie ed artisti di strada, performer, visual designer e musicisti, bambini di strada e studenti delle 15 università presenti del Barrio. La street art è il risultato di talento, esperienza e tecnica, differenti percorsi di formazione: dall’accademica classica alla musica punk, dalla fotografia all’antropologia, dalla tradizione famigliare alla pubblicità fino all’impegno sociale per il rispetto degli animali, gli anziani ed i bambini di strada. Tra i nomi più importanti: Stinkfish, Shaday, Pez, DJ LU, Bastardilla, Toxicomano, Rodez, CRISP, Guache, Lesivo, APC. Alcuni operano da soli, altri in coppia o riuniti in collettivi. Differenti background e storie personali hanno prodotto la grande varietà di stili e tecniche apprezzabili attorno l’anticaCalle del Embudo. La plazoleta del Chorro de Quevedo e La Plaza de Mercado de la Concordia, divisi tra legalità e illegalità, a partire da firme per marcare il territorio ed esprimere una presenza critica (tag), fino alle retribuite commissioni governative o private, gli artisti hanno creato e vissuto in questa grande comunità di artisti internazionali. Il caso delle commissioni governative rappresenta un grande, vincente compromesso tra due parti apparentemente inconciliabili: lo Stato e l’arte di strada che, per definizione, si oppone e critica le vigenti istituzioni. Una lunga intervista a Rey ha permesso di far emergere numerosi, importanti aspetti degli ultimi 20 anni di attività artistica ne La Candelaria.

Il controllo dello Stato
Dopo aver speso milioni di pesos per ripulire le pareti degli antichi muri coloniali, sono stati emessi bandi per decorare la città. Se, da un lato, danno opportunità di lavoro offrendo un’importante vetrina per i migliori progetti, dall’altro il governo s’appropria di idee personali o collettive ponendo il suo “marchio”. Ma, soprattutto, richiede che le immagini siano decorative, prive di un esplicito messaggio politico: per questa ragione, le opere che si trovano nel quartiere sono pure espressioni artistiche. Le figure rappresentate sono animali o scenari che evocano la natura. In particolar modo il collettivo APC Animal Power Crew ha dato un enorme contributo allo sviluppo dell’impegno sociale verso le parti più deboli della società: animali, bambini e anziani. Esiste un’etica che regola il rapporto tra gli artisti ? «Quando si presenta un messaggio, ci si espone alle critiche. Le opere riconosciute di qualità, importanti per il Barrio, sono rispettate negli anni. Tuttavia, ci possono essere sfide aperte: un “tag” posto sopra un’opera può indicare il messaggio “vieni a cercarmi, questo è il mio nome!” (overwriting); se invece viene posto su un lato dell’opera, inserito in maniera discreta, può voler dire “anch’io voglio farne parte”: ovvero un omaggio, un contributo diretto. Nel peggiore dei casi le opere sono deturpate, sovradipinte, coperte da cartelloni pubblicitari». L’arte di strada si rivela un efficiente veicolo d’espressione utile a mantenersi lontani da droga, prostituzione, drammi personali e sociali, vita di strada in un paese “frainteso” poiché ancora ingabbiato negli stereotipi del narcotraffico, instabilità e corruzione politica, violenza. Molti artisti hanno cominciato a far parte di network “comradery” per supportarsi, condividere e creare una microeconomia attraverso parallele, indipendenti attività di marketing (t-shirt, adesivi, poster, scarpe) o realizzando opere su commissione per attività commerciali (pizzerie, saloni di bellezza, ostelli).