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In sella per solidarietà, pedalare fa bene

Salvo il 23 aprile 2017 è salito in sella alla sua mountain bike e, insieme a Paolo è partito per Roma seguendo la via Francigena. Non lo ha fatto solo per sé, ma anche per la Lilt. Roma è stata la meta scelta anche da Alberto Martelli, insieme ad altri tre ciclisti è partito da Casa Vidas di Milano, un centro che assiste i malati terminali.

di Generoso Simeone

Passione per la bicicletta e voglia di fare del bene. La combinazione di questi due fattori genera il desiderio di compiere grandi imprese, di lanciare sfide a se stessi e agli altri. E così si fissano le mete da raggiungere e gli itinerari da percorrere. Federico Marangoni, di Verona, ha scelto di pedalare fino a Berlino. «A un convegno dell’Avis – dice Federico – ho ascoltato la testimonianza di una ragazza colpita da scerosi multipla, che raccontava di aver smesso di andare in bici a causa dellamalattia. Lì mi è scattato qualcosa e ho deciso che era arrivato il momento di realizzare un sogno che avevo da sempre: fare un lungo viaggio su due ruote. In quella sede ho scelto anche di legarmi all’Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla promuovendo una raccolta fondi a loro favore». Federico ha coinvolto cinque amici e nel corso di una cena è nata l’idea di raggiungere Berlino. «Siamo partiti l’11 giugno 2016 e il viaggio è durato otto giorni. Abbiamo preso molta acqua specie in Trentino. Quando ci siamo ritrovati sotto un’acquazzone, col furgone che ci sopportava lontano, isolati, senza cibo e al freddo è stato un momento difficile in cui ti rendi conto di quello che hai solo quando ti manca. È spuntata una banana, l’abbiamo divisa e a me è sembrata un’aragosta».


In bici per la Lilt

Salvo Meli è un parrucchiere, vive e lavora in un piccolo centro in provincia di Novara. Il 23 aprile 2017 è salito in sella alla sua mountain bike e, insieme a un amico, Paolo Urban, è partito per Roma seguendo la via Francigena. Non lo ha fatto solo per sé, ma anche per la Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori. «Faccio spesso questo tipo di viaggi – racconta Salvo – e l’incontro con la sezione di Novara della Lilt mi ha fatto venire l’idea di legarmi a loro per una raccolta fondi. In particolare, il ricavato sarebbe servito per acquistare un macchinario che fa cadere fino al 40 per cento di capelli in meno quando si è in chemioterapia. È un problema che conosco perché spesso mi è capitato di rasare delle donne prima che mettessero la parrucca». L’iniziativa ha coinvolto anche la locale sezione della Confartigianato. «Siamo partiti il 23 aprile 2017 e siamo rimasti in sella per una settimana. Il percorso è molto bello, città come Piacenza, Lucca, Siena e Viterbo si alternano a piccoli centri altrettanto affascinanti. Stavamo in bici anche 12-13 ore al giorno, facevamo diverse soste, soprattutto per gustare dell’ottimo cibo».


Cartoline per la Vidas

Roma è stata la meta scelta anche da Alberto Martelli, pediatra primario dell’Ospedale di Garbagnate Milanese. Con altri tre ciclisti e un’ammiraglia a supporto, l’8 agosto 2016 è partito da Casa Vidas di Milano, un centro che garantisce assistenza completa ai malati terminali, per sostenere una raccolta fondi a sostegno della costruzione della nuova casa pediatrica di Vidas. L’iniziativa si chiamava Cartoline in bicicletta. «Vidas – spiega il dottor Martelli – ha lanciato un concorso di disegni per bambini. Quelli premiati sono stati stampati su cartoline che abbiamo portato dal Papa per farle benedire. Queste stesse cartoline sono state messe in vendita e il ricavato è andato a finanziare la costruzione della casa pediatrica. Il viaggio è durato quattro giorni e, quando Papa Francesco ha benedetto le cartoline è stato un momento molto emozionante».


Sul Nilo per costruire pozzi

Ci sono infine viaggi non ancora cominciati e a cui tutti possono partecipare. La Fondazione Butterfly di Forlì, con l’intento di raccogliere i fondi necessari per la realizzazione di un pozzo di acqua potabile in Eritrea, sta organizzando un viaggio in bicicletta di 500 chilometri in Etiopia, tra le cascate del Nilo Blue, il lago di Tana, le montagne di Semiens, le città di Axum, Gondar e Lalibela. C’è ancora posto, appassionati ciclisti fatevi avanti.

 
 

 

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