Scarp Giugno
La cucina stellata al servizio dei poveri

dalla redazione

Si chiamerà “Refettorio Ambrosiano”. Un nome evocativo, per un “segno” che caratterizzerà la partecipazione di Caritas Ambrosiana a Expo 2015 e che sarò poi donato alla città. Refettorio: un luogo in cui una comunità consuma i pasti insieme e condivide un pezzo di strada. E un progetto promosso dall’arcidiocesi di Milano, che ha sposato l’idea degli chef Massimo Bottura e Davide Rampello, promotori di un progetto che intende raccogliere le eccellenze della cucina, dell’arte e del design, per farle confluire in un’azione di solidarietà ed educazione alla carità. L’idea è semplice: aprire una mensa da 90 posti, in cui i maggiori chef del mondo, per 30 giorni, cucineranno per le persone senza dimora e i nuovi poveri che popolano la città. Il tutto, in un contesto in cui la “bellezza” diventa protagonista, grazie al supporto di designer e artisti di livello internazionale. Il Refettorio, che sarà uno ma non l’unico segno che la partecipazione di Caritas all’Expo lascerà alla città, vuole essere un tramite del messaggio che Caritas porterà in Expo: il cibo è un diritto fondamentale, perchè l’uomo non può vivere senza cibo e il cibo è un elemento identitario fondamentale per ogni comunità umana.

Tra cibo e cultura
Il Refettorio sarà ospitato in quello che era il vecchio teatro, ormai chiuso da qualche anno, della parrocchia di San Martino a Greco, nel cuore di una Milano che sta via via scomparendo. La sua storia, e la scelta di allestire il Refettorio con la collaborazione generosa di chef, artisti e designer, rinforza l’intenzione di farne anche un progetto culturale. Le parole chiave del progetto sono quelle di sempre per Caritas: dignità della persona, giustizia sociale, promozione delle risorse individuali, educazione e coinvolgimento della comunità, in un’ottica di responsabilità e partecipazione attiva. Ma non solo. Il Refettorio Ambrosiano sarà anzitutto una mensa da 90 posti che resterà al servizio della città e che, nelle intenzioni di Caritas, sarà destinata ad accogliere ospiti di provenienza diversa: prioritariamente, ma non solo, persone che stanno facendo un percorso nei servizi, nei luoghi di accoglienza o presso i centri d’ascolto Caritas. La mensa sarà aperta poi anche ad altre categorie di persone: persone che lo sceglieranno per svolgere un servizio di volontariato, o interessate a un’offerta di tipo culturale. Il refettorio sarà infatti anche uno spazio per formarsi, dibattere, incontrarsi, condividere riflessioni, esperienze ed emozioni. E un luogo di espressione artistica: ospiterà infatti opere realizzate appositamente e donate da celebri artisti.

Un dono per tutta la città
Nonostante l’offerta di “mense dei poveri” a Milano sia già buona, il Refettorio Ambrosiano consentirà di completare la “filiera” degli interventi e dei servizi Caritas a favore di persone senza dimora e in stato di disagio. Il Refettorio, infatti, è pensato come luogo ad accesso prioritario per uomini e donne intercettati e seguiti da altri servizi e centri Caritas, quali l’accoglienza notturna “Il Rifugio” della stazione Centrale, il centro diurno “La Piazzetta”, i servizi Sam (Servizio accoglienza milanese, centro di ascolto per cittadini italiani senza dimora e gravi emarginati), Sai (Servizio accoglienza immigrati) e l’unità mobile “Strada facendo”. L’utenza del Refettorio sarà dunque già conosciuta e seguita dagli altri servizi, ma sarà comunque previsto un segretariato sociale in loco, sia per l’accoglienza delle persone inviate dagli altri servizi sia per persone non conosciute. A integrazione del Refettorio, infine, Caritas Ambrosiana amplierà la struttura del Rifugio Caritas della Stazione Centrale con la ristrutturazione di un terzo tunnel che le Ferrovie dello Stato hanno concesso. Lo spazio ospiterà un centro diurno e servizi per le emergenze dei profughi (sia singoli uomini che donne e famiglie), che sempre più spesso arrivano in Centrale.