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A scuola si educa alla libertà

Ogni mattina i bambini si organizzano definendo dei compiti e poi viene preparata l’assemblea, il momento in cui si decide come organizzare la giornata, ci si confronta e i bambini si raccontano. L’assemblea si svolge in circolo, bambini ed educatori, proprio per sottolineare il carattere paritari.

di Angela De Rubeis

Scuole libertarie, scuole democratiche, scuole parentali, metodo montessoriano, steineriano, outdoor education. Negli ultimi anni è aumentato l’interesse verso modelli alternativi rispetto a quello adottato dalla scuola pubblica. Mode del momento? No. O almeno non solo. Nel 1921 quasi in ogni paese d’Europa nascono delle scuole di pensiero.In Italia, Maria Montessori sviluppa il sistema montessoriano, oggi apprezzatissimo, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma particolarmente snobbato in Italia. Per fare un esempio, negli Stati Uniti il metodo Montessori ha educato personaggi del calibro di Sergey Brin e Larry Page (i fondatori di Google), Bill Gates, Jeff Bezos (Amazon) e Jimmy Walls (Wikipedia) solo per citarne alcuni. A Rimini da pochi anni è stata aperta “Anche se piove”, una scuola democratica materna di outdoor education, che si basa sull’educazione all’aperto, gestita dalla cooperativa sociale “Il Millepiedi”. «Il nostro giardino offre la possibilità di vivere l’aula all’aperto – racconta Antonella Guidi, una delle insegnanti – e i bambini possono scegliere liberamente se giocare fuori o dentro. Ci sono momenti liberi e momenti di gruppo. La giornata comincia alle 8 di mattina, ma l’ingresso si conclude alle 9 e 45. Questo tempo è il tempo libero, quello in cui si arriva, si entra nel gioco, nella relazione e si sceglie come cominciare la giornata. Alle 9 e 45 i bambinisi organizzano definendo dei compiti, tra cui, ad esempio, il suono della campanella, e poi viene preparata l’assemblea, il momento centrale, quello in cui si decide come organizzare la giornata, ci si confronta e i bambini si raccontano. L’assemblea si svolge in circolo, bambini ed educatori, proprio per sottolineare il carattere paritario tra tutti».


La scuola democratica

Ma non c’è il rischio che in un metodo democratico, in cui cioè i bambini possano scegliere cosa fare e come farlo, ci sia anche chi decide di non fare niente? Soprattutto nei gradi di scuola, come le elementari, le medie ele superiori?A questi interrogativi risponde Michael Newman, insegnante della scuola di Summerhill a Leiston, in Inghilterra. È la più antica scuola democratica del mondo, nata nel 1921, e comprende tutti i gradi di insegnamento (esclusa l’università). «Summerhill è una scuola residenziale con 74 studenti e 15 adulti che vivono insieme. La vita, la gestione e la “giustizia” della scuola si decidono all’interno di assemblee. I ragazzi sono sempre liberi di scegliere se andare o non andare a lezione. Dobbiamo sempre ricordarci che i bambini amano imparare, hanno una motivazione interiore molto forte, dettata dalla curiosità. La vera domanda che dovremmo porci è: perché nella scuola tradizionale si utilizzano dei metodi che porteranno il bambino a perdere la voglia di imparare? Dalla nostra scuola escono studenti bravi e molto curiosi. Sono persone motivate e cittadini attivi, capaci e desiderosi di imparare. Ma se vengono valutati con un classico sistema ad esami, a prove, potrebbero sembrare meno capaci di altri. Le uniche volte che abbiamo avuti problemi è stato con studenti provenienti da altre scuole e abituati a un metodo classico. Perché in quel caso, l’obiettivo non è l’educazione, ma il passare l’esame». La differenza principale in questescuole risiede nel coinvolgimentodellostudente nell’attività educativa. Il ragazzo non è solo un ricettacolo passivo di nozioni, ma segue le sue inclinazioni e partecipa alla fase organizzativa. «Scuola democratica non vuol dire anarchia – specifica Sara Savoretti, coordinatrice area infanzia de “Il Millepiedi” – non c’è licenza di fare tutto. Ci sono regole, perché i bambini si trovano a vivere delle situazioni di rischio uscendo dal contesto scolastico e vivendo la dimensione dell’esplorazione all’aperto. Questo implicauna grande coesione di gruppo, spirito di adattamento e grande capacità di attenersi a regole chiare.E sono chiare perché partono da loro e perché sono condivise. “Anche se piove” si rivolge ai bambini dai 3 ai 6 anni e veicola le regole durante l’assemblea mattutina nella quale si discute sia di scoperte sia di regole. Abbiamo cominciato nel 2012, incontrando dei genitori che cercavano una proposta diversa da quella tradizionale. Attualmente la scuola propone solo la materna, ma in futuro speriamo di poter andare avanti, e proporre anche una classe per le elementari».


Solo in scuole private

Le scuole democratiche e libertarie faticano ad affermarsi, soprattutto in Italia. Senza nulla togliere a tanti bravi insegnanti, la scuola tradizionale non sempre riesce a perseguire l’obiettivo di formare cittadini attivi e preparati, e soprattutto sembra incapace di assimilare modelli alternativi e diversi rispetto a quello istituzionale. Chi desidera sperimentare scuole dall’impianto diverso oggi può farlo solo in scuole private, non alla portata di tutte le famiglie. Le esperienze sono positive. In futuro potrebbe accorgersene anche la scuola pubblica.


www.ilmillepiedi.it