Scarp Febbraio
inOltre: lo sportello che combatte i suicidi.

Fra il 2008 e il primo semestre del 2016 sono stati 1.394 gli italiani che si sono tolti la vita spinti, soprattutto, da motivazioni economiche, con un sommerso di tentati suicidi impossibile da quantificare perché confinato nella privacy. In Veneto, dove vivevano ben 251 di quelle 1.394 persone, il triste primato di morti per suicidio.

di Stefano Ferrio

Si chiama inOltre il servizio grazie a cui oggi continuano a vivere, a volte reinseriti in un’accettabile normalità, tanti nostri concittadini che, a un certo punto della loro esistenza, avevano deciso di farla finita. Mossi a questa decisione da livelli difficilmente tollerabili di disagio economico e improvviso impoverimento, secondo modalità note da tempo in seno a Caritas, punto di riferimento per inOltre sin dall’avvio del progetto. Parliamo di soggetti che, al telefono, possono presentarsi così: «Buongiorno, mi chiamo Renzo, e chiamo da… Volevo dirvi che sono qui che non ce la faccio più, ormai devo chiudere l’azienda, siamo privi di ordini da mesi e non c’è più un euro da dare alle banche. Non vedo più futuro». Questo è il verosimile inizio di una delle tante chiamate che dal 2012 giungono in continuazione agli psicologi in servizio permanente al numero verde 800.334.343 del servizio inOltre, istituito dalla Regione Veneto per fronteggiare l’emergenza suicidi provocata dalla crisi iniziata nel 2008 e che prosegue seppur con minore intensità. Ma è una “depressione” durata troppo a lungo perché certe sue conseguenze non continuino a condizionare la vita della comunità. Secondo i dati diffusi da Comitas, associazione delle piccole e microimprese italiane, fra il 2008 e il primo semestre del 2016 sono stati 1.394 gli italiani che si sono tolti la vita spinti, soprattutto, da motivazioni economiche, con un sommerso di tentati suicidi impossibile da quantificare perché spesso confinato nella privacy.


Veneto, troppi suicidi

Considerando questi numeri, uniti al triste primato del Veneto, dove vivevano 251 di quei 1.394 morti per suicidio – più di uno su cinque – si mette a fuoco come inOltre, servizio istituito in seno all’Ulss 7 Pedemontana, con sede a Santorso, in provincia di Vicenza, possieda la fisionomia di un’autentica barricata di confine, eretta con gli strumenti scientifici della psicologia uniti a spiccato spirito di servizio. Lungo questa soglia sottile, che divide la speranza dalla disperazione, si profilano da un paio d’anni nuovi soggetti, a loro volta colpiti dalla crisi economica. «Sono i cosiddetti risparmiatori traditi, quelli che nel giro di pochi mesi, si sono ritrovati con depositi azzerati dalle crisi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca – spiega Emilia Laugelli, responsabile dell’Unità operativa di psicologia clinica dell’Ulss 7 – ovvero persone che hanno assistito impotenti al volatilizzarsi di migliaia, in certi casi, milioni di euro, spesso risparmiati per progetti di vita ben precisi: una pensione serena, una casa da acquistare, un’assistenza indispensabile per certe problematiche della terza e quarta età». Anche in questi casi la voglia di farla finita, acuita dall’impotenza assoluta nel tentare di arginare perdite finanziarie ingenti. In provincia di Vicenza, ha destato molto rumore il caso ripreso dalle cronache di un perito chimico in pensione che nel giugno del 2016 si è tolto la vita con un colpo di pistola, lasciando scritto in un biglietto la frase “Non ce la faccio più”: cinque parole da riferire a problemi di salute, ma anche ai 400 mila euro bruciati con le azioni della Banca Popolare.


Tanti i risparmiatori

«È una casistica diversa, questa dei risparmiatori – continua Emilia Laugelli –. Sono persone che non hanno visto mancarsi il terreno sotto i piedi lentamente, come di solito accade agli imprenditori, ma hanno invece perso tutto all’improvviso. Per certi versi sono più difficilmente sostenibili, perché conservano, comunque, un reddito da lavoro o una casa di proprietà, per cui da un punto di vista sociale non hanno diritto ad alcuna forma di sussistenza. Ma resta il fatto che subiscono un trauma terribile, che in molti casi genera forme di disagio fisico come insonnia, inappetenza, tachicardia, crisi d’ansia». I numeri rivelano che sono 4.270 le chiamate giunte ai telefoni di inOltre fra il 2102 e il 31 dicembre scorso. Di queste, 210 sono arrivate da risparmiatori, mentre è significativo anche il dato delle 910 persone rivoltesi al servizio da fuori regione, a testimonianza di un problema diffuso in tutto il Paese; sono casi ovviamente segnalati alle strutture competenti dei territori da cui provengono. A fronte di questi numeri nel bilancio 2018 della Regione Veneto sono stanziati 275 mila euro per inOltre: 175 mila destinati agli imprenditori in crisi e 100 mila ai risparmiatori. La chiamata al servizio può generare un percorso di accompagnamento finora riservato a 626 casi, 50 dei quali risparmiatori. A tutti inOltre fornisce sostegno tramite colloqui, consulenza per organizzare i pagamenti di debiti e bollette, eventuale ricerca di nuove opportunità di lavoro.


Molte le vite salvate

Molte le vite salvate «Perché tutto ciò sia possibile è fondamentale l’alta qualità professionale degli operatori – precisa Emilia Laugelli – chiamati sin dalle prime battute di una telefonata a individuare il rischio suicidio secondo una scala da uno a cinque formulata dal dipartimento di psicologia applicata dell’Università di Padova, diretto dal professor Gian Piero Turchi. Abbiamo avuto anche dei casi in cui inOltre è riuscita a scongiurare suicidi ormai in essere. Conserviamo ancora la corda consegnataci da un imprenditore che, dopo avere deciso di impiccarsi, ha cambiato idea chiamando il nostro numero. Ora ha trovato lavoro altrove, mentre quella sua corda continua a ricordare a noi di inOltre il senso, e la responsabilità sociale, di un servizio come questo».

 
 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>