Scarp Febbraio
I Giochi da faraone di Vladimir lo zar

Immaginate i Giochi olimpici invernali con sede a Cagliari: discesa libera e bob sul Gennargentu. Dal punto di vista climatico, Sochi 2014, le Olimpiadi russe della neve, in programma dal 7 al 23 febbraio, saranno un azzardo. Si aggiungano le opere gigantesche, i diritti dei lavoratori secondo molti ampiamente violati, gli affari finiti alle aziende di amici. Dossier sulle Olimpiadi invernali più “calde” e costose della storia

Era inizio novembre, quando le olimpiadi invernali di Sochi finivano sulle colonne del quotidiano russo Vedomosti, che certo non può essere paragonato alla Gazzetta dello Sport (piuttosto, costituisce l’equivalente russo del Sole24Ore). Come mai una pubblicazione specializzata in economia si è concentrata sui Giochi invernali? Perché i redattori del giornale hanno rivelato un vasto piano di aiuti lanciato dal governo moscovita. Destinatari, gli investitori incaricati di preparare il mega-evento.
Secondo quanto rivelato, essi sarebbero stati sul punto di gettare la spugna, data l’incapacità di rimborsare i capitali prestati loro dalle autorità pubbliche. Sempre secondo il Vedomosti, a intervenire sarebbe stato direttamente il primo ministro Dimitri Medvedev, che avrebbe deciso di predisporre una serie di sgravi fiscali per sollevare i bilanci delle imprese. A tale misura, se ne affiancherebbe una seconda, che stavolta investe direttamente il soggetto creditore, ovvero la banca pubblica d’investimenti russa Veb. Quest’ultima avrebbe infatti accettato di operare degli “sconti” sui tassi di interesse applicati, al fine di alleggerire le rate di rimborso dei prestiti. Per comprendere di cosa parliamo, è utile ricordare che le linee di credito accordate agli imprenditori dall’istituto di credito statale sono state pari a 241 miliardi di rubli (circa 5,5 miliardi di euro). Esse comprendono i capitali necessari per edificare gli impianti sportivi, i complessi alberghieri, un terminal aeroportuale e, già che ci siamo, due centrali elettriche.
Ma per incrementare la liquidità necessaria alle imprese, il fondo di garanzia che era stato prudenzialmente predisposto dal governo, non basterà. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano francese Le Monde, Putin e Medvedev sono dovuti perciò correre ai ripari, attingendo al bilancio federale. E la storia, così, non fa che ripetersi: a pagare il conto, saranno i cittadini russi.