Scarp Dicembre-Gennaio
1,2,3 skeggia. La danza invade le piazze

A un tratto la piazza prende vita, si accende di colori e di un’energia vitale, sorridente,poetica, garbata, frizzante. Tutte le tonalità possibili della bellezza. Danzanoin cerchio, in catene, in file che si muovono nello spazio i passie le melodie di tutta l’Europa.

di Elisa Rossignoli

Una sera come tutte le altre in piazza dei Signori, cuore del centro storico di Verona. I pochi che passeggiano seguono la loro strada per andare altrove, traversandola con passo spedito. Il silenzio della sera è quasi palpabile. Poi qualcosa cambia. Non all’improvviso, ma lentamente, quasi impercettibilmente, come avviene con le foglie che spuntano dagli alberi o si indorano con i colori autunnali. Gruppetti di ragazzi, giovani e meno giovani, iniziano ad arrivare dai quattro lati della piazza e a raccogliersi davanti alla loggia di Frà Giocondo, uno dei palazzi storici che la circondano. Arrivano a due, a tre, da soli, si salutano con entusiasmo come se si conoscessero. È chiaro a chi passa che non c’è “una manifestazione ufficiale“, non ci sono transenne né cartelli, né qualcuno che si possa identificare come l’organizzatore ma è altrettanto chiaro che sta per succedere qualcosa. Zainetti, borse, scarpe, maglie, bottiglie d’acqua, thermos di tè si posano fiduciosi sugli scalini della Loggia, ed i loro proprietari, al richiamo di una voce confluiscono in ordine sparso e spontaneo in un cerchio. La stessa voce, o un’altra, dà il benvenuto a tutti ed in due parole ricorda le poche regole della serata: stare bene insieme e rispettare il luogo in cui ci si trova , lasciandolo in ordine e pulito. Ah, un’ultima cosa: l’esortazione ai ballerini più esperti, almeno nella prima parte della serata, a danzare con chi è nuovo, per dargli la possibilità di imparare ciò che non conosce.

Ecco cosa fanno, ballano
Sì, ballano in strada. Una fisarmonica, un violino e una chitarra, o anche melodie registrate. Ecco, ci siamo. Una voce che annuncia il nome della prossima danza, per chi ancora non è in grado di riconoscerla dalla musica. E via. La piazza prende vita, si accende di colori e di un’energia vitale, sorridente, poetica, garbata, frizzante. Tutte le tonalità possibili della bellezza. Danzano in cerchio, in catene, in file che si muovono sinuosamente nello spazio i passi e le melodie di tutta l’Europa. Danze occitane, inglesi, balcaniche, bretoni, basche, ebraiche. Ogni melodia è come una magia che fa muovere con passi antichi e nuovi, in un’armonia che avvolge tutti. Si diffonde un’atmosfera irreale, sospesa come un’incantesimo, eppure realissima: le pietre antiche si animano. Chi passa si ferma a guardare, rapito. A volte, ripone la borsa sullo stesso gradino, con la stessa fiducia, e si avvicina un po’ titubante. «Posso unirmi a voi?».