Scarp Agosto-Settembre
Wikimania 2016, Esino Lario caput mundi

Quando è arrivato il primo pullman di ospiti mi sono commossa: vedere scendere questi ragazzi con le valigie era un po’ come far entrare il mondo nel tuo cuore. Vedere tutto il paese e i tanti giovani volontari lavorare insieme è uno spettacolo che ci regala fiducia nel futuro.

di Ettore Sutti

Questa è una di quelle storie che sembra uscire direttamente da un film della Disney. Avete presente no? Quei film dove alla fine i buoni sentimenti prevalgono. Gli ingredienti ci sono tutti: il piccolo paesino sulle montagne, il sindaco che è pronto a dare una mano a tutti, una comunità unita e capace di mettersi in gioco. Ma questo non è un film. È una storia vera. E racconta di come Esino Lario, piccolo comune lecchese di appena 761 abitanti, per una settimana sia diventato la capitale mondiale del web. Dal 21 al 28 giugno scorsi, infatti, il piccolo paesino arroccato sulle montagne lecchesi ha ospitato Wikimania 2016, il raduno internazionale di Wikipedia. Sì, avete capito bene. Wikipedia la più famosa enciclopedia online del pianeta dopo Taipei, Washington, Hong Kong, Londra e Città del Messico ha scelto Esino Lario come luogo in cui far convergere più di mille delegati provenienti da oltre trenta Paesi per il raduno annuale. Un piccolo miracolo. Che parte da lontano. Dalla “pazza” idea lanciata più di due anni fa da Iolanda Pensa, ricercatrice all’università di Lugano, contributor (cioè autrice di contenuti) di Wikimania e, cosa fondamentale, originaria di Esino Lario. Il piccolo gruppo da lei guidato e subito supportato da Pietro Pensa, primo cittadino del piccolo comune lecchese, è riuscita a mettere in rete referenti istituzionali e politici (Regione Lombardia su tutte) che ha stanziato i fondi necessari a migliorare le strade, associazioni di categoria e sponsor tecnici che hanno portato la banda larga in paese a tempo di record.


La commozione di Maura

I veri protagonisti di questa piccola grande storia sono però loro, i 760 abitanti di Esino Lario che hanno aperto le loro case ai wikipediani. Cuore pulsante dell’evento è stato Italia Square, il vecchio Albergo Italia, centro di accoglienza per i partecipanti all’evento, che Maura Nasazzi e il fratello Roberto hanno riaperto e messo a disposizione a titolo gratuito per l’evento. «Sembra di essere tornata ai fasti del passato – dice Maura – quando a Esino si contavano fino a 12 mila presenze in estate. Quando è arrivato il primo pullman di ospiti mi sono commossa: vedere scendere questi ragazzi con le valigie era un po’ come far entrare il mondo nel tuo cuore. Il nostro hotel fino dal 1929 è sempre stato un luogo di incontro per chi veniva ad Esino e quando ci hanno chiesto di metterlo a disposizione nonostante sia chiuso da una dozzina d’anni non abbiamo potuto rifiutare. Siamo contenti e non siamo sorpresi che il raduno si sia tenuto qui: la comunità è forte e coesa. Forse il fatto che sopra di noi non c’è più nessuno, solo la cima delle montagne, ha fatto si che le persone siano più legate che altrove. Vedere tutto il paesee i tanti giovani volontari lavorare insieme è uno spettacolo che ci regala fiducia e speranza per il futuro. Speranza perché questo nostro paese ritorni ad essere un luogo capace di promuovere accoglienza e cultura». Girando per il paese non puoi non notarli. Sono gli angeli in maglietta azzurra sempre pronti a dare un mano dando indicazioni o offrendosi come traduttori in una delle tante lingue del popolo dei wikipediani. Sono un’ottantina di studenti delle scuole superiori di Lecco che accumulano ore di esperienza grazie al progetto di alternanza scuola/lavoro.


Martina incontra il mondo

Martina Lombardo frequenta la terza liceo scientifico al “Grassi” di Lecco e per una settimana è andata avanti e indietro da Lecco due volte al giorno pur di essere qui a fare la volontaria. «Mi piace – racconta –: ogni giorno è come fare un viaggio diverso. Parli con persone che arrivano dal Sudafrica, dal Giappone, dalla Norvegia, dal Vietnam. In un ambiente rilassato e senza barriere. Abbiamo accompagnato alcuni di loro a fare delle escursioni in montagna ed è stato bello condividere esperienze con persone che, pur arrivando da culture molto distanti, non sono così diverse da noi. Sono esperienze che non si dimenticano».


Maria Pia e i “suoi” ragazzi

Maria Pia è la classica milanese col coeur in man. Ha sempre fatto l’architetto. Comprava, ristrutturava e rivendeva. Voleva fare lo stesso con un vecchio hotel di Esino Lario. Ma dopo averlo comprato e risistemato non ce l’ha fatta a venderlo. Se l’è tenuto. E appena può viene a respirare l’aria buona. In questi giorni anche Maria Pia ha aperto le porte di casa ai wikipediani. Ne ospita otto. «Quando sono venuti a chiedermi se volevo collaborare; non li ho fatti nemmeno finire – racconta –. Perché no? Mi sono detta. Almeno questo vecchio albergo tornerà ai fasti del passato. Sono contenta: i “miei” ragazzi sono gentilissimi. È bello, per una volta, avere il mondo in casa. C’è anche un ragazzo di New York. Gli dico sempre “fai il pieno di verde e di aria buona per quando torni a casa”».