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celo-celo, una piattaforma per donare

Per donare beni materiali o servizi basta andare sul sito, registrarsi, poi cliccare su celo, scegliere la categoria e inserire descrizione e foto dell’offerta, oppure cliccare su manca per consultare la bacheca degli appelli e scoprire cosa gli utenti della piattaforma stanno cercando.

di Enrico Panero

Alex è un ragazzo statunitense a Torino da circa un anno che si deve trasferire urgentemente, non può portare con sé un monitor, delle casse da pc, una lampada, un tappeto e un materasso, li regalerebbe ma non sa a chi. Marta, disoccupata, deve cambiare il frigorifero ma non ha i soldi per farlo, mentre Adam e Marianne hanno da poco avuto il loro primo figlio e, data la loro precarietà economica, cercano di recuperare gratuitamente il necessario. Tutti loro hanno a disposizione un nuovo strumento per soddisfare gratuitamente e in breve tempo le loro esigenze: si chiama celo-celo ed è una piattaforma informatica che incrocia domanda e offerta di beni e servizi di prima necessità, riducendo al minimo l’impegno e i costi di natura logistica, in particolare per quanto concerne lo stoccaggio, l’immagazzinamento e la distribuzione. Il tutto con l’obiettivo sociale di sostenere persone in difficoltà. Il progetto sperimentale di scambi solidali, inaugurato a fine giugno, è ideato e realizzato a Torino dall’Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario onlus e prevede la creazione di un sistema di reperimento e distribuzione di beni di di varia natura, basato su una rete locale di enti no profit e servizi di prossimità.


Facilitare la donazione

«Abbiamo pensato a un progetto che potesse facilitare la donazione di beni interessanti per famiglie in condizioni economiche non semplici, uno strumento che facilitasse il meccanismo di donazione evitando le modalità, i costi e le fatiche che normalmente si hanno in termini di logistica – spiega Roberto Arnaudo, che per l’Agenzia coordina la Casa del quartiere di San Salvario –. Qualcosa che mettesse in relazione domanda e offerta direttamente prima che il bene si movimenti, all’interno di una relazione di aiuto e affiancamento con le persone che va al di là della semplice donazione del bene». Oltre al carattere sociale di un servizio che si rivolge a persone in difficoltà, celo-celo affronta anche la questione ambientale, perché si tratta di un modo per allungare la vita degli oggetti che così possono avere un riuso effettivo. «Una delle sfide è di raggiungere un pubblico vasto, soprattutto sul fronte dei donatori – dice Filippo Dionisio, tra i promotori dell’iniziativa –, per questo abbiamo una strategia di comunicazione basata sul gioco: il nome celo-celo nell’immaginario porta all’idea della figurina celo-manca, quindi nella nostra intenzione è uno strumento che deve superare la retorica del sociale, che un po’ allontana soprattutto le fasce benestanti della popolazione, essere più accattivante e di facile utilizzo».


Come funziona

Sulla piattaforma i cittadini possono donare beni materiali, i commercianti possono donare fondi di magazzino o altri beni in eccesso, i professionisti possono offrire gratuitamente servizi nei settori della salute e dell’abitare, le associazioni culturali accessi gratuiti a corsi, spettacoli e laboratori. Per donare basta andare sul sito, registrarsi, poi cliccare su celo, scegliere la categoria e inserire descrizione e foto dell’offerta, oppure cliccare su manca per consultare la bacheca degli appelli e scoprire cosa gli utenti della piattaforma stanno cercando. I beneficiari delle donazioni sono persone e famiglie svantaggiate, sia in condizione di marginalità cronica, sia in condizione di povertà grigia derivante da eventi traumatici anche recenti, come la perdita di lavoro, la separazione, la malattia. Per loro però l’accesso non è diretto, cioè non è la persona che si autodefinisce in difficoltà ad accedere direttamente alla piattaforma chiedendo o rispondendo agli annunci, ma è mediata da una rete locale di organizzazioni che operano a contatto con persone e famiglie in difficoltà. Si tratta sia di organizzazioni che gestiscono servizi e progetti in ambito socio-assistenziale, sia organizzazioni che, pur non avendo una mission esplicitamente sociale, entrano spesso in contatto con persone e famiglie in difficoltà. Sono poi accreditati all’uso della piattaforma anche operatori dei servizi sociali pubblici. Questa rete associativa può segnalare un bisogno (appello), a quel punto il cittadino può rispondere e in breve tempo si soddisfa la domanda. Oppure, senza partire da un appello relativo a un bisogno individuato, il cittadino può caricare un annuncio in cui offre qualcosa che è disposto a regalare; l’associazione vede l’annuncio e se ritiene possa essere utile a qualche persona con cui è in contatto risponde manifestando interesse; le due parti si mettono in contatto e si accordano per trasporto e consegna. Per gli oggetti di piccola dimensione celo-celo ha anche allestito un servizio di ciclocarro, con ore lavoro svolte da persone svantaggiate.

 
 

 

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