I VENDITORI

Protagonisti del lungo cammino di Scarp sono le persone senza dimora. Vengono dalla strada, sono approdate al dormitorio o a centri d’accoglienza, hanno storie di vita tormentate. E, insieme, una grande voglia di riscatto. Sono italiani e stranieri, giovani e anziani, uomini e donne; soffrono di precarietà abitativa, dipendenze, disagio psichico. Per loro il giornale è uno strumento di dignità: lo vendono, lo scrivono (in parte), beneficiano delle opportunità di reinserimento che esso offre.

Diffusori, scrittori

Attualmente nella redazione centrale di Milano lavorano, per diffondere il giornale, più di 40 persone con storie di strada alle spalle o in corso. Altre 60 circa operano nelle sedi esterne. Per loro il giornale è uno strumento di dignità: vendendolo non chiedono elemosina, ma offrono un prodotto di comunicazione, che talora è frutto anche del loro ingegno.
Infatti, molte persone in stato di disagio (economico, abitativo, relazionale) collaborano al giornale,
contribuendo a realizzarlo: scrivono articoli, racconti o poesie, scattano fotografie, realizzano illustrazioni. Oltre ai venditori, sono una decina a Milano, una quarantina nelle altre città.
In generale, dunque,
circa 150 persone che stanno vivendo o sono reduci da vicende di esclusione, marginalità e povertà, ogni anno trovano in Scarp un’opportunità – per alcuni stabile e continuativa, per altri più saltuaria – di lavoro, guadagno, espressione.

Operatori e volontari
Oltre a vendere e scrivere, il lavoro con Scarp è occasione, per molte persone, per consolidare o avviare percorsi più stabili di reinserimento sociale anche su altri fronti (posizione angrafica e di soggiorno, casa, salute, risparmio), in rete con i servizi sociali comunali e territoriali, della Caritas o di altri soggetti non profit.
In alcune redazioni vengono inoltre condotti
laboratori (scrittura, uso del computer, vendita) rivolti ai beneficiari del progetto Scarp: hanno un valore educativo, ma anche di sviluppo delle abilità residue, in vista di un reinserimento più stabile nel mondo del lavoro.
Tutte queste attività all’inizio del 2012 (ultimo dato disponibile) sono state rese possibili dall’impegno di
36 operatori con incarichi professionali, attivi nelle diverse sedi di Scarp (14 a Milano): giornalisti, operatori socio-pastorali (educatori, assistenti sociali), amministrativi. Al loro lavoro, si aggiunge il prezioso contributo di molti volontari.